Stellantis rilancia il diesel BlueHDi di fronte ai limiti dell'elettrico

783 parole4 min di letturaDi Jules Dubois
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Da dicembre 2024, Stellantis reintroduce il motore diesel BlueHDi 100 CV su una quindicina di modelli in Europa — tra cui il Peugeot Rifter, l'Opel Combo** e il Citroën Berlingo — dopo aver puntato quasi tutto sull'elettrico tra il 2022 e il 2024. Il gruppo incassa 22 miliardi di euro di oneri straordinari legati a questa svolta fallita e opera un riequilibrio strategico sotto la direzione di Antonio Filosa, che ha sostituito Carlos Tavares alla fine del 2024.**

"In alcuni casi, stiamo persino ampliando la nostra gamma di motorizzazioni diesel" — Portavoce di Stellantis, citato da Journalauto.com

stellantis 2026

Un passo indietro che non dice il suo nome

Tra il 2022 e il 2024, Stellantis aveva progressivamente svuotato i suoi cataloghi dal diesel. La logica sembrava inesorabile: lo scandalo Volkswagen del 2015 aveva offuscato l'immagine del gasolio, le norme Euro si inasprivano e l'elettrico sembrava sul punto di spazzare via tutto. Solo che il mercato non ha seguito il calendario previsto.

Secondo l'ACEA, il diesel rappresenta 7,7% delle immatricolazioni in Europa nel 2025. È poco, molto poco. Ma l'elettrico, che avrebbe dovuto prendere il testimone in massa, si ferma al 19,5%. Ben lontano dalle proiezioni che giustificavano di tagliare il diesel con l'accetta. In questo contesto, la Commissione Europea ha anche allentato le condizioni del divieto dei motori termici previsto per il 2035, aprendo un margine di manovra che Stellantis sfrutta prontamente.

📊 Chiffre clé
Nel 2025, il diesel rappresenta solo il 7,7% delle immatricolazioni in Europa, contro il 19,5% per l'elettrico — un livello ben lontano dalle proiezioni iniziali che avevano motivato l'abbandono progressivo del gasolio da parte della maggior parte dei costruttori.

La decisione di reintrodurre il BlueHDi 100 CV non è quindi un capriccio nostalgico. È una risposta a una domanda che non è scomparsa, particolarmente tra i professionisti e chi percorre molti chilometri, che guardano prima di tutto al costo totale di possesso.

Quali modelli sono coinvolti?

La lista è lunga. Dal lato dei veicoli commerciali leggeri e polivalenti, il diesel torna su Citroën Berlingo, Peugeot Rifter, Opel Combo, Fiat Professional Qubo L, Citroën SpaceTourer, Peugeot Traveller, Opel Vivaro e Fiat Professional Ulysse. Sono proprio i veicoli dove l'elettrico fa più fatica a convincere: artigiani, corrieri e famiglie numerose vogliono autonomia senza stress, e non necessariamente una colonnina a casa.

Le compatte non sono da meno. La Peugeot 308, l'Opel Astra e la DS N°4 recuperano anch'esse versioni diesel a catalogo. Il gruppo conferma inoltre di mantenere il diesel su DS 7, Alfa Romeo Tonale, Giulia e Stelvio.

📋 Fiche technique

BlueHDi 100 — Motorizzazione reintrodotta

22 miliardi di euro: il prezzo della svolta fallita

I numeri fanno male. Stellantis ha annunciato 22 miliardi di euro di oneri straordinari legati al suo riposizionamento strategico nell'elettrico, causando un crollo del titolo in Borsa del 25%. Non è un dettaglio contabile — è l'ammissione che la strategia all-in sull'elettrico è stata mal calibrata, troppo rapida, troppo rigida di fronte a un mercato che non ha seguito.

💡 Lo sapevi?
Il crollo del 25% del titolo Stellantis in Borsa fa seguito all'annuncio dei 22 miliardi di euro di oneri straordinari legati al reset strategico del gruppo. Carlos Tavares, l'ex amministratore delegato all'origine di questa strategia aggressiva sull'elettrico, aveva lasciato le sue funzioni alla fine del 2024.

Il gruppo non rinnega per questo l'elettrico. Un portavoce ha tenuto a precisare che Stellantis "rimane pienamente impegnata a favore dell'elettrificazione" e prevede ancora il lancio di una trentina di nuovi modelli elettrici o ibridi tra il 2025 e il 2026. Ma l'annuncio simultaneo del ritorno del diesel su quindici modelli dice tutto del realismo che ha sostituito l'ideologia.

Vale ancora la pena comprare un diesel nel 2026?
Foto: © Shutterstock

Vale ancora la pena comprare un diesel nel 2026?

Questa è la vera domanda che si pongono gli acquirenti. Sulla carta, il diesel ha argomenti solidi: bassi consumi, grande autonomia, prezzo del gasolio vantaggioso, rete di rifornimento universale. Nel mondo reale, questi vantaggi restano molto concreti per chi percorre più di 20.000 km all'anno, o vive in campagna senza facile accesso a una colonnina.

Il BlueHDi 100 CV, con il suo livello di potenza modesto ma la sua coppia generosa (caratteristica dei diesel), è tagliato per gli usi professionali e familiari dove si carica, si traina e si viaggia lontano.

Scritto da

Jules Dubois

Specialista électrique, hybride, batterie, recharge, autonomie, technologies, electrique, nouveaute

Journaliste automobile passionné par la mobilité électrique et les nouvelles technologies. Après 10 ans dans la presse spécialisée, Jules décrypte ...

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