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Stellantis cerca partner cinese per salvare le attività europee

773 parole4 min di letturaDi Jules Dubois

Stellantis moltiplicherebbe i colloqui con costruttori cinesi per trovare un partner finanziario per le sue attività europee in difficoltà. Xiaomi e Xpeng sarebbero già in corsa, con trattative che riguarderebbero partecipazioni in alcuni marchi come Maserati o Opel. Obiettivo per il gruppo: concentrare i suoi investimenti su America del Nord e del Sud.

"Le discussioni riguardano in particolare l'acquisizione di quote in Maserati o altri marchi del portafoglio europeo" — Fonti vicine al dossier secondo Bloomberg

stellantis partner 2026

Una strategia di riposizionamento geografico

Il nuovo CEO Antonio Filosa non nasconde le sue intenzioni. Dopo aver annunciato a febbraio una svalutazione di 22 miliardi di euro sulle attività elettriche nordamericane, Stellantis cerca ora di alleggerire la sua esposizione europea. Il gruppo, che possiede Fiat, Alfa Romeo, Citroën, Peugeot, DS e Opel sul Vecchio Continente, vede le sue vendite stagnare in una regione dove la transizione elettrica arranca.

Le trattative con i costruttori cinesi sarebbero in corso da diversi mesi. Xiaomi e Xpeng, due attori principali del settore elettrico, sarebbero già stati avvicinati per esplorare "opzioni di ristrutturazione" del comparto europeo. Nel mondo reale, questo significa che Stellantis cerca liquidità fresca per evitare di attingere alle proprie riserve.

💡 Cifra chiave
Stellantis ha perso oltre il 15% della sua quota di mercato in Europa nel 2025, passando dal 18,2% al 15,4% secondo i dati ACEA.

L'esca tecnologica cinese

Ufficialmente, Stellantis giustifica questa mossa con l'accesso alle "tecnologie avanzate di veicoli elettrici e software". Una spiegazione che regge se si osserva il ritardo tecnologico del gruppo rispetto ai costruttori cinesi. Le batterie BYD mostrano densità energetiche superiori del 20% rispetto alle soluzioni europee, e i sistemi di infotainment cinesi mettono regolarmente in imbarazzo i loro omologhi occidentali.

Problema: Stellantis ha già un partner cinese con Leapmotor. Il gruppo detiene il 51% di Leapmotor International, la joint-venture incaricata della commercializzazione fuori dalla Cina. Questa alleanza aveva proprio l'obiettivo di dare accesso alle tecnologie cinesi per migliorare i modelli europei.

Opel nel mirino

L'esempio più concreto di questa collaborazione rafforzata potrebbe venire da Opel. Reuters rivela che Stellantis sarebbe in trattative avanzate con Leapmotor per sviluppare un SUV elettrico basato sulla piattaforma del B10. Questo crossover compatto, commercializzato in Europa da settembre, ha un prezzo di 34.900 euro per 420 chilometri di autonomia WLTP.

Leapmotor b min
Foto: © Stellantis

Il futuro modello Opel conserverebbe il design europeo ma adotterebbe i componenti elettronici ed elettrici di Leapmotor. Un approccio che permetterebbe di ridurre drasticamente i costi di sviluppo. I due veicoli sarebbero prodotti nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna, a partire dal 2027.

💡 Punto tecnico
La piattaforma LEAP 3.0 di Leapmotor permette una riduzione dei costi di produzione del 30% rispetto alle piattaforme europee equivalenti, secondo le stime interne del costruttore cinese.

Quale autonomia per i marchi europei?

La domanda che fa arrabbiare rimane quella dell'indipendenza dei marchi storici. Maserati, citata nelle discussioni, rappresenta la punta di diamante tecnologica di Stellantis con le sue supercar elettrificate. Cedere quote di questo marchio equivarrebbe ad abbandonare parte del DNA sportivo del gruppo.

Per Opel, la situazione è diversa. Il marchio tedesco fatica a ritrovare la redditività dal suo acquisto da General Motors nel 2017. Il suo riposizionamento sull'elettrico (100% elettrico entro il 2028) richiede investimenti che Stellantis sembra riluttante ad assumersi da solo.

Quanto vale realmente Opel oggi?

Gli analisti stimano il valore di Opel tra 3 e 5 miliardi di euro, l'equivalente della capitalizzazione di borsa di Nio o Li Auto. Per un costruttore cinese, rilevare quote di Opel offrirebbe un accesso diretto al mercato europeo, evitando i dazi doganali del 38,1% imposti ai veicoli cinesi.

stellantis partner 2026

La produzione europea di veicoli cinesi rimane marginale: meno di 50.000 unità nel 2025. Una partecipazione in Opel permetterebbe di moltiplicare questa cifra per dieci utilizzando le capacità esistenti di Saragozza (240.000 veicoli all'anno) ed Eisenach (180.000 unità).

💡 Lo sapevi?
Leapmotor produce già 5.000 esemplari del B10 al mese a Saragozza, ovvero un tasso di utilizzo di appena il 25% della capacità totale dello stabilimento spagnolo.

La scommessa della sopravvivenza

Questa strategia riflette una realtà brutale: Stellantis non può più finanziare da sola la sua trasformazione elettrica su tutti i continenti. Il gruppo ha già ridotto i suoi investimenti in America del Nord (-30% nel 2025) e cerca ora di fare lo stesso in Europa.

I costruttori europei tradizionali si trovano

Scritto da

Jules Dubois

Specialista électrique, hybride, batterie, recharge, autonomie, technologies, electrique, nouveaute

Journaliste automobile passionné par la mobilité électrique et les nouvelles technologies. Après 10 ans dans la presse spécialisée, Jules décrypte ...

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