Renault contesta l'obiettivo europeo 2035 per l'auto elettrica

643 parole4 min di letturaDi Jules Dubois
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François Provost, nuovo direttore generale di Renault Group, giudica irrealistico nella sua forma attuale l'obiettivo europeo di 100% di vendite a zero emissioni entro il 2035. In un'intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, chiede maggiore flessibilità sui traguardi 2030 e difende le ibride plug-in come tecnologia di transizione indispensabile di fronte alla concorrenza cinese.

"L'obiettivo del 100% di vendite a zero emissioni nel 2035 non è possibile nel suo stato attuale" — François Provost, direttore generale Renault Group

Un capo che rompe con il discorso di Bruxelles

François Provost non le manda a dire. Alla guida del Gruppo Renault da poco, rompe il consenso europeo sulla transizione elettrica. Secondo lui, l'Unione europea si è impegnata in una traiettoria che definisce irrealistica, in particolare il divieto di vendita dei veicoli termici programmato per il 2035.

Questa presa di posizione si distingue nettamente dalla linea ufficiale dei costruttori europei, generalmente allineati alle direttive di Bruxelles. Provost ritiene che i vincoli industriali ed economici attuali rendano questo calendario insostenibile.

Il capo francese insiste sulla necessità per la Commissione europea di essere più "flessibile". Un semplice prolungamento fino al 2032 non basterebbe secondo lui. È la struttura stessa delle regole che deve essere rivista.

I traguardi 2030 nel mirino

Le soglie di emissioni 2030 cristallizzano le tensioni. Queste regole impongono una riduzione drastica delle emissioni medie della flotta, il che equivale di fatto a richiedere circa 50% di immatricolazioni elettriche già nel 2030.

Provost giudica questo livello incompatibile con la realtà del mercato europeo. Le infrastrutture di ricarica restano insufficienti in molti paesi, mentre il potere d'acquisto dei consumatori fatica a seguire l'evoluzione dei prezzi.

Questa posizione fa eco alle difficoltà incontrate dall'intero settore automobilistico europeo. Le vendite di elettriche ristagnano nel 2025, lontane dagli obiettivi fissati dalle istanze europee.

La difesa delle ibride plug-in

Di fronte alle critiche sulla tecnologia ibrida plug-in, il capo di Renault contrattacca. Considera le PHEV una tecnologia di transizione "indispensabile" per accompagnare la crescita dell'elettrico.

Questa visione si oppone alle posizioni di alcuni costruttori che stanno abbandonando progressivamente questa tecnologia. Provost ci vede invece un mezzo per rispondere alle aspettative dei consumatori ancora reticenti al tutto-elettrico.

Le ibride plug-in permettono secondo lui di mantenere un'offerta accessibile riducendo al contempo le emissioni. Un compromesso necessario di fronte all'offensiva dei costruttori cinesi che stanno già inondando il mercato europeo con modelli competitivi.

Quale strategia di fronte alla Cina?

L'ombra della concorrenza cinese aleggia su tutta questa riflessione. NIO ha del resto celebrato la produzione del suo milionesimo veicolo a gennaio 2026, segnando l'ascesa fulminea dei marchi cinesi.

Provost punta su una nuova generazione di piccoli veicoli elettrici accessibili per contrastare questa offensiva. Le future R5, R4 e Twingo elettriche incarnano questa strategia di riconquista del mercato popolare.

Il costruttore francese vuole evitare che l'industria europea resti indietro di fronte ai prezzi aggressivi praticati dai marchi cinesi. BYD, NIO e soci propongono già veicoli elettrici a tariffe difficilmente raggiungibili per gli europei.

Un appello alla revisione del calendario

Il direttore generale auspica una revisione profonda del calendario europeo. Secondo lui, la transizione può riuscire solo tenendo conto delle realtà economiche, tecnologiche e sociali di ogni mercato.

Questa richiesta di flessibilità arriva mentre diversi costruttori europei faticano a raggiungere i loro obiettivi di vendite elettriche. I costi di produzione restano elevati, penalizzando la competitività di fronte ai rivali asiatici.

Renault Group non è il solo ad esprimere dubbi. Altri costruttori europei cominciano a mettere in discussione il calendario imposto da Bruxelles, anche se lo fanno con più discrezione di François Provost.


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Jules Dubois

Specialista électrique, hybride, batterie, recharge, autonomie, technologies, electrique, nouveaute

Journaliste automobile passionné par la mobilité électrique et les nouvelles technologies. Après 10 ans dans la presse spécialisée, Jules décrypte ...

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