Volkswagen e Stellantis chiedono un bonus CO₂ per l'elettrico europeo

I CEO di Volkswagen e Stellantis hanno pubblicato una lettera aperta congiunta per chiedere un bonus CO₂ destinato ai veicoli elettrici "Made in Europe". Questa iniziativa mira a contrastare la concorrenza cinese e americana, mentre Donald Trump ha eliminato gli incentivi fiscali per le auto elettriche negli Stati Uniti, provocando 37 miliardi di sterline di perdite per i costruttori.
"Jedes Elektrofahrzeug 'Made in Europe' sollte einen CO2-Bonus erhalten" — Oliver Blume, CEO Volkswagen, e Antonio Filosa, direttore generale Stellantis
Un'alleanza inedita di fronte alla sfida cinese
Oliver Blume e Antonio Filosa hanno scelto di parlare con una sola voce. Nella loro tribuna pubblicata simultaneamente su Handelsblatt, Les Échos e Il Sole 24 Ore, i dirigenti di Volkswagen e Stellantis mettono in guardia sull'urgenza di proteggere l'industria automobilistica europea. I loro gruppi rappresentano insieme il 40% del mercato europeo e impiegano milioni di persone sul continente.
La situazione sta diventando critica. L'automobile europea pesa l'8% del PIL dell'UE e dà lavoro a 13 milioni di persone. Eppure, i costruttori locali vedono le loro quote di mercato erose da concorrenti importati, in particolare cinesi, che beneficiano di costi di produzione molto inferiori.
Cosa chiedono concretamente i due giganti?
I due CEO propongono un modello a tre livelli. Prima di tutto, stabilire "criteri di origine" rigorosi che coprano la produzione del veicolo, la ricerca e sviluppo, i sistemi di propulsione elettrica, le celle delle batterie e i componenti elettronici centrali. Poi, creare un'etichetta "Made in Europe" per i modelli che rispettano questi requisiti. Infine, riservare l'accesso ai sussidi pubblici europei solo ai veicoli etichettati.
La loro rivendicazione principale? Un bonus CO₂ automatico per ogni auto elettrica prodotta in Europa. Questa misura mirerebbe a compensare i costi aggiuntivi legati alle norme sociali e ambientali più severe del continente.

Trump cambia le carte in tavola negli Stati Uniti
L'urgenza aumenta con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Il nuovo presidente americano ha eliminato gli incentivi fiscali per l'acquisto di veicoli elettrici e ha annullato le norme sulle emissioni previste. Secondo Autocar, queste decisioni sono già costate 37 miliardi di sterline ai costruttori automobilistici esposti al mercato americano.
Questa inversione di rotta apre un varco alla Cina, che potrebbe approfittare del ritiro americano per rafforzare la sua posizione dominante sull'elettrico. I marchi cinesi come NIO investono massicciamente in Europa e propongono tecnologie all'avanguardia a prezzi aggressivi.
L'Europa stretta nella morsa
Il contesto geopolitico complica la situazione. L'Unione europea sviluppa la sua politica "Buy European" per ridurre la sua dipendenza dalla Cina e dagli Stati Uniti. Il commissario europeo all'industria Stéphane Séjourné deve presentare il 25 febbraio un progetto di legge che estenda questo approccio a nuovi settori, compreso quello automobilistico.
Ma l'Associazione dei costruttori europei di automobili (ACEA) rimane prudente. Il gruppo di pressione teme che le quote di produzione nazionale complicherebbero l'accesso delle imprese europee ai mercati mondiali. Una posizione che contrasta con quella di Volkswagen e Stellantis.
Quale strategia per competere con l'Asia?
La battaglia si gioca soprattutto sulle batterie. Questi componenti rappresentano il 40% del costo di un'auto elettrica. I costruttori europei investono miliardi per creare una filiera locale, ma si scontrano con la realtà economica: produrre in Europa costa caro.
Il dilemma è semplice. Per proporre auto elettriche accessibili, i costruttori sono tentati di importare batterie asiatiche più economiche. Ma questa strategia indebolisce l'ecosistema industriale europeo e rafforza la dipendenza tecnologica.
Stellantis e Volkswagen puntano su un approccio diverso. Piuttosto che subire la concorrenza sleale, chiedono a Bruxelles di creare le condizioni per una competizione equa. Il loro messaggio è chiaro: l'Europa deve scegliere tra rimanere una potenza industriale automobilistica o diventare un semplice mercato di consumo.
La risposta della Commissione europea sarà osservata da vicino. Perché dietro questa battaglia di cifre e regolamentazioni, è il futuro di milioni di posti di lavoro che è in gioco.
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Thomas MartinSpecialista SUV, suv, crossover, essai, utilitaire, familiale, pickup, comparatif, citadine, berline, cabriolet
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