Twaice ottiene 24 milioni di euro per rivoluzionare l'analisi delle batterie

Twaice, startup di Monaco specializzata nell'analisi predittiva delle batterie, ha appena ottenuto 24 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti (BEI). Fondata nel 2018, l'azienda conta già Audi e Mercedes-Benz tra i suoi clienti. Con questo prestito a lungo termine sostenuto dal programma InvestEU, punta ora al mercato dei sistemi di accumulo di energia stazionaria (BESS).
"As storage operators expand their fleets, they need operations that scale with them." — Dr. Stephan Rohr, Co-CEO di Twaice

Cosa fa davvero Twaice
La promessa iniziale è semplice da riassumere: sapere, prima che si rompa, in che stato è una batteria. Twaice ha costruito la sua reputazione su software di analisi predittiva in grado di misurare il degrado di un accumulatore — cioè la perdita progressiva di capacità di stoccaggio — e di anticiparne la vita residua. Per riuscirci, il sistema incrocia dati in tempo reale con uno storico di utilizzo. Niente di magico: è statistica applicata alle chimiche delle celle.
Questo tipo di strumento interessa i costruttori auto per una ragione molto concreta. Una batteria da 60 a 100 kWh costa tra 8.000 e 15.000 euro da sostituire. Se si può prevedere il guasto sei mesi prima, adattare le strategie di ricarica o modificare il software di gestione (BMS), i risparmi sono sostanziali. Audi e Mercedes-Benz lo hanno capito, da qui la loro collaborazione con Twaice fin dai primi anni.
Perché la BEI eroga 24 milioni di euro
La Banca europea per gli investimenti non distribuisce soldi a caso. Questo prestito da 24 milioni di euro, ottenuto tramite il programma InvestEU, corrisponde a un orientamento chiaro: l'Europa vuole strutturare una filiera di accumulo di energia locale, meno dipendente dai fornitori asiatici di celle.
Twaice non produce batterie. È un editore di software di analisi. Questa posizione è proprio ciò che rende l'investimento strategico: i dati e gli algoritmi sviluppati in Europa possono accompagnare qualsiasi tipo di chimica — LFP, NMC, sodio-ione — senza essere legati a un particolare fornitore di celle.
Dal veicolo elettrico all'accumulo stazionario: la svolta strategica
È qui che la vicenda diventa interessante. Twaice non cerca solo di crescere nell'automotive. L'azienda punta verso i BESS — quei grandi sistemi di accumulo installati dietro i pannelli fotovoltaici, a monte delle colonnine di ricarica rapida o nei siti industriali per tagliare i picchi di consumo.
Il meccanismo è lo stesso delle batterie delle auto, ma le poste in gioco finanziarie sono diverse. Un sistema BESS industriale può rappresentare diversi milioni di euro di investimento. Sapere se durerà 10 o 15 anni, prevedere quando la sua capacità scenderà sotto l'80% — la soglia usuale di fine vita utile — cambia direttamente la redditività di un progetto.

"La financiación a largo plazo del BEI nos ayuda a acelerar aún más el crecimiento que ya estamos viendo", dice Stephan Rohr. Traduzione: il portafoglio ordini è già lì. Questo finanziamento serve a mantenere il ritmo, non a cercare un primo cliente.
Concretamente, quali casi d'uso per i BESS?
I sistemi di accumulo stazionario che Twaice prende di mira coprono diversi mercati. L'accumulo abbinato al fotovoltaico, innanzitutto: l'energia prodotta a mezzogiorno viene conservata per essere consumata la sera. Il buffer per le colonnine di ricarica rapida, poi: una colonnina da 150 a 350 kW assorbe una corrente enorme dalla rete. Con un pacco batteria tampone gestito intelligentemente, si evitano i picchi di prelievo e le penalità per superamento della potenza contrattuale. Infine, il peak shaving industriale, che segue la stessa logica.
In tutti questi casi, la durata di vita e l'affidabilità dell'accumulatore sono direttamente legate alla redditività del progetto. Un'analisi predittiva che rileva una cella in deriva prima che faccia deragliare l'intero modulo — è tempo di esercizio guadagnato e costi di manutenzione ridotti.
Perché questa raccolta va oltre il caso Twaice
Questo finanziamento dice qualcosa sullo stato del mercato. I costruttori automobilistici hanno iniziato a integrare strumenti di analisi delle batterie, ma il segmento BESS è ancora largamente sottodotato di software di monitoraggio sofisticati. La maggior parte degli operatori di parchi di accumulo gestisce ancora le proprie batterie con strumenti basilari, lontani da ciò che consentono i modelli predittivi.
L'ingresso della BEI in questo tipo di dossier segnala anche che l'Europa considera il controllo dei dati delle batterie come una questione di
Scritto da
Jules DuboisSpecialista électrique, hybride, batterie, recharge, autonomie, technologies, electrique, nouveaute
Journaliste automobile passionné par la mobilité électrique et les nouvelles technologies. Après 10 ans dans la presse spécialisée, Jules décrypte ...
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