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Honda S2000 vs Roadster Tedeschi: il duello del 1999

573 parole3 min di letturaDi Sophie Renard

Nell'ottobre 1999, Car and Driver organizzò un confronto leggendario sul circuito di Grattan Raceway Park: la nuovissima Honda S2000 di fronte ai roadster tedeschi di riferimento. BMW M Roadster, Mercedes SLK e Porsche Boxster si misurarono contro la giapponese su 2 miglia di curve e dislivelli. Un duello tecnico dove i prezzi spaziavano da 32.000 a oltre 50.000 dollari.

"A sports car is an open two-seater that, in a pinch, can be raced" — Definizione britannica di roadster secondo Car and Driver

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La sfida giapponese contro l'establishment tedesco

La Honda S2000 arrivava nel 2000 con un approccio radicale: un motore aspirato 2.0 litri da 240 cavalli, ovvero 120 CV/litro. Un record per l'epoca. Di fronte a lei, tre filosofie tedesche distinte: la brutalità della BMW M Roadster con il suo 6 cilindri in linea 3.2 litri da 240 cavalli, l'eleganza high-tech della Mercedes SLK con il suo tetto retrattile elettrico, e la precisione chirurgica della Porsche Boxster.

La scelta del circuito di Grattan Raceway Park non era casuale. Questo tracciato di 2 miglia vicino a Grand Rapids offriva un mix perfetto di curve strette e tratti veloci, con cambi di elevazione che rivelano le vere qualità dinamiche di un telaio.

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Filosofie opposte in pista

Dal lato dei prezzi, il divario era considerevole. La S2000 si attestava sui 32.000 dollari secondo le stime Honda, mentre la Boxster culminava a oltre 50.000 dollari in versione ricca di optional. In mezzo, la Mercedes SLK si posizionava a 47.422 dollari e la BMW M Roadster a 43.918 dollari.

La giapponese puntava tutto sulla leggerezza e sulla distribuzione dei pesi perfetta 50/50. Il suo telaio in alluminio e acciaio ad alta resistenza pesava meno delle rivali tedesche. Il motore VTEC saliva fino a 9000 giri/min, erogando i suoi cavalli agli alti regimi.

Quale approccio tecnico prevalse?

La BMW M Roadster privilegiava la potenza bruta con il suo 6 cilindri in linea derivato dalla M3 E36. Coppia generosa fin dai bassi regimi, ma un peso superiore che si faceva sentire negli incroci di curve. La Mercedes SLK impressionava per il tetto retrattile in 25 secondi, ma questo sistema complesso appesantiva l'insieme.

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La Porsche Boxster rimaneva fedele alla ricetta 911 con il suo motore centrale. Architettura ideale per l'equilibrio, ma potenza più contenuta rispetto alle concorrenti. Il suo 6 cilindri boxer 2.5 litri sviluppava 201 cavalli, compensati da un telaio di precisione formidabile.

I cronometri decisero

Sul tempo puro, difficile separare queste quattro filosofie. Ogni auto eccelleva nel suo campo: accelerazioni franche per la BMW, agilità notevole per la Honda, precisione millimetrica per la Porsche, raffinatezza tecnologica per la Mercedes.

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La S2000 ha segnato quell'epoca con il suo approccio purista. Nessun aiuto elettronico, solo l'essenziale: un telaio rigido, un motore aspirato che urla, e un cambio a 6 rapporti di precisione orologiera. Di fronte alle tedesche più pesanti ma più versatili, difendeva la scuola giapponese del roadster puro e duro.

Questo confronto di Car and Driver rimane un riferimento. Documentava l'ascesa di Honda nel segmento delle sportive, 30 anni dopo le prime NSX. La S2000 dimostrava che si potevano scalfire BMW, Mercedes e Porsche con un approccio diverso, più radicale, centrato sulle sensazioni pure piuttosto che sul prestigio del marchio.

Scritto da

Sophie Renard

Specialista luxe, premium, sportive, sport auto, allemandes, reglementation, assurance, prix, ventes

Spécialiste du segment premium et luxe, Sophie couvre l'actualité des marques prestigieuses depuis 12 ans. Ancienne attachée de presse pour un cons...

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