Porsche 718 elettrica: sviluppo confermato nonostante gli ostacoli

Lo sviluppo delle future Porsche 718 elettriche prosegue, ci viene riferito, nonostante un percorso disseminato di ostacoli che dice molto sulle contraddizioni strategiche di Stoccarda. Daniel Schmollinger, a capo di Porsche Australia, conferma ciò che gli addetti ai lavori sussurrano nei saloni: i prototipi esistono davvero, e la domanda non è più "se" ma "quando" — formula diplomatica che maschera una realtà più complessa.
"Ho avuto l'opportunità di guidarlo in pista ed è stato fantastico. Un'auto tipo Boxster deve darti una distribuzione dei pesi e una sensazione da kart." — Daniel Schmollinger, CEO Porsche Australia
Questo progetto delle 718 elettriche, che avrebbe dovuto incarnare la mutazione ecologica delle Boxster e Cayman, attraversa in realtà una crisi esistenziale rivelatrice delle esitazioni di Porsche di fronte alla svolta elettrica. Perché dietro le dichiarazioni ottimiste si nasconde una serie di inversioni strategiche che avrebbero fatto arrossire i più tortuosi specialisti del marketing automobilistico.
Prototipi dal profumo di laboratorio
Che Schmollinger abbia effettivamente pilotato un prototipo in pista, nessuno ne dubita. Gli ingegneri di Porsche eccellono nell'arte di creare dimostratori tecnologici seducenti — è addirittura la loro specialità dai tempi in cui Ferdinand litigava con il figlio sul posizionamento del motore. La domanda pertinente non è sapere se questi prototipi funzionino, ma piuttosto se corrispondano ancora alla strategia industriale del momento.
Perché dietro l'entusiasmo di facciata si nascondono sfide tecniche ben più insidiose di quanto lascino intendere i comunicati ufficiali. L'integrazione delle batterie in un'architettura a motore centrale assomiglia più a un'equazione matematica complessa che a un semplice esercizio di ingegneria. Secondo le nostre informazioni, le prime versioni hanno rivelato compromessi sull'autonomia che avrebbero fatto rabbrividire più di un membro del consiglio di amministrazione.
L'effetto Michael Leiters: pragmatismo o voltafaccia?
L'arrivo di Michael Leiters al timone segna una svolta strategica che meriterebbe di essere iscritta nei manuali di management automotive. Là dove il suo predecessore predicava un'elettrificazione a tappe forzate — strategia seducente sulla carta ma pericolosa in pratica —, il nuovo capo adotta un approccio che definiremo pudicamente "flessibile". Da intendere: le future 718 potrebbero alla fine proporre elettrico E termico, a seconda degli umori del mercato.
Questa revisione non è affatto banale. Traduce una presa di coscienza tardiva ma salutare: i clienti facoltosi che si concedono sportive da 80.000 euro non sono necessariamente frettolosi di scambiare il canto del loro flat-six contro il silenzio di un motore elettrico. Un'evidenza che alcuni costruttori premium hanno impiegato più tempo di altri a integrare.
L'affare Northvolt: quando la catena si spezza
Più rivelatore ancora della mancanza di anticipazione strategica: il fiasco dell'approvvigionamento di batterie. Porsche aveva puntato su Northvolt per le celle ad alte prestazioni, assemblate poi da Valmet oltre Reno. Sulla carta, una strategia europea coerente. Nei fatti, una lezione magistrale sui pericoli della dipendenza tecnologica.
Il fallimento di Northvolt e il ritiro di Valmet hanno lasciato Stoccarda in una posizione quanto meno scomoda: quella di un costruttore premium senza fornitore di batterie premium. Secondo le nostre fonti, i team acquisti lavorano ormai senza sosta per identificare alternative, ma il "piano B" ufficiale si fa ancora attendere. Una situazione che spiega ampiamente le cautezze linguistiche di Schmollinger.
Calendario: l'arte della temporizzazione elegante
Interrogare i dirigenti di Porsche sul tempismo di lancio delle 718 elettriche assomiglia ormai a un esercizio letterario. Schmollinger padroneggia perfettamente l'arte della comunicazione non impegnativa, evocando uno sviluppo "in corso" con la stessa eleganza di un diplomatico che commenta le relazioni russo-ucraine.
Gli addetti ai lavori puntano prudentemente su un orizzonte 2027-2028 per le prime consegne, a condizione che gli astri si allineino favorevolmente dal lato approvvigionamento e strategia prodotto. Un ritardo che permetterebbe tra l'altro di osservare le reazioni del mercato di fronte alle iniziative elettriche della concorrenza — approccio che definiremo caritatevolmente "prudente".
Nel frattempo, i rivali avanzano le loro pedine
Questa temporizzazione non passa inosservata nell'ecosistema automobilistico premium.
Scritto da
Sophie RenardSpecialista luxe, premium, sportive, sport auto, allemandes, reglementation, assurance, prix, ventes
Spécialiste du segment premium et luxe, Sophie couvre l'actualité des marques prestigieuses depuis 12 ans. Ancienne attachée de presse pour un cons...
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