Volvo EX30: richiamo per rischio incendio e nuova versione economica

Settimana intensa per la EX30. Da un lato, Volvo annuncia il richiamo di 40.323 esemplari in tutto il mondo a causa di un rischio d'incendio della batteria ad alta tensione — un'operazione stimata in 195 milioni di dollari. Dall'altro, la casa svedese sfrutta l'anno modello 2026 per lanciare una versione d'ingresso da 110 kW (150 CV) con batteria da 51 kWh, posizionata sotto la soglia dei 39.100 €. Insomma, buona e cattiva notizia lo stesso giorno.
"Nei casi peggiori, la batteria può surriscaldarsi quando viene caricata a un livello elevato. Ciò può provocare un principio d'incendio." — Volvo Cars, dichiarazione trasmessa a Motor1, febbraio 2026
40.323 EX30 richiamati: cosa sta succedendo davvero
Il problema è stato identificato almeno da dicembre 2025. Volvo contattava già discretamente i suoi clienti in oltre una dozzina di paesi — Stati Uniti, Australia, Brasile, tra gli altri — chiedendo loro di limitare la carica al 70% e di parcheggiare l'auto lontano da edifici e altri veicoli. Inutile dire che la raccomandazione lascia pochi dubbi sulla natura del rischio.
Le versioni coinvolte sono le EX30 Single-Motor Extended Range e Twin-Motor Performance. Il punto in comune: le loro batterie sono prodotte da Shandong Geely Sunwoda Power Battery Co., una joint venture legata a Geely, la casa madre cinese di Volvo. Secondo i documenti depositati presso la NHTSA negli Stati Uniti (ripresi da EcoloAuto), il difetto deriverebbe da un processo di fabbricazione inadeguato che porta alla formazione di placcatura di litio all'interno delle celle, creando un rischio di cortocircuito interno.
Un cortocircuito interno in una batteria agli ioni di litio è esattamente il tipo di evento che può innescare una fuga termica. Il messaggio di avviso "sovratemperatura batteria" appare sullo schermo, ma un incendio può teoricamente scoppiare anche a veicolo parcheggiato e spento.
La soluzione definitiva prevede la sostituzione dei moduli difettosi nei pacchi batteria — non un semplice aggiornamento software. Secondo gli analisti citati da Reuters, il conto totale potrebbe raggiungere i 195 milioni di dollari (circa 200 milioni di euro), vale a dire grosso modo 5.000 € per veicolo. Il titolo Volvo è peraltro arretrato di circa il 4% in borsa dopo l'annuncio. Volvo precisa che Geely Sunwoda ha corretto il problema di fabbricazione e fornirà le nuove celle. Affidare la sostituzione allo stesso fornitore che ha prodotto i pezzi difettosi... è una scelta.
Da notare: nessun veicolo venduto in Francia è interessato. Il richiamo riguarda principalmente i mercati americano (189 esemplari dichiarati ufficialmente alla NHTSA), canadese (85 unità) e altri mercati al di fuori dell'Europa occidentale.
Un incendio in Brasile aveva già dato l'allarme
Questo richiamo non è arrivato dal nulla. Qualche mese prima dell'annuncio ufficiale, una EX30 aveva preso fuoco presso un concessionario a Maceió, in Brasile. Le cause esatte non sono mai state ufficialmente confermate come legate a questo difetto di fabbricazione, ma l'incidente aveva alimentato le preoccupazioni. I veicoli interessati hanno date di produzione comprese tra il 6 settembre 2024 e il 25 ottobre 2025 secondo i documenti NHTSA.
La versione P3 da 110 kW: lo stesso motore depotenziato
Nel frattempo, Volvo cerca di far progredire il discorso commerciale con una nuova declinazione battezzata P3 electric nella nomenclatura 2026. La meccanica è rivelatrice: secondo InsideEVs DE, si tratta dello stesso motore fisico della versione P5 da 200 kW, ma la cui potenza è stata ridotta limitando la velocità di rotazione a 3.000 giri/min invece di 5.450 giri/min per la versione a piena potenza. La coppia, invece, rimane identica: 343 Nm. Risultato: consumo e autonomia sono strettamente identici tra le due versioni con batteria da 49 kWh — ovvero da 324 a 339 km WLTP.
📋 Fiche technique
Un prezzo che scende, ma un rapporto qualità-prezzo da verificare
Con un prezzo di partenza di 34.990 € per la P3, Volvo scende finalmente sotto la barriera psicologica dei 35.000 € per la EX30. Rispetto alla P5, che parte da 38.990 €, il risparmio è di 4.000 € — ma a scapito di 122 CV e 3,3 secondi sullo 0-100 km/h.
Sulla carta, questa versione "economica" sembra competere con modelli come la Peugeot e-2008 (136 CV, da 38.000 € circa) o la Renault Mégane E-Tech (130 CV, da circa 37.000 €). Il formato compatto e il design minimalista della EX30 rimangono punti di forza, ma l'autonomia di 324-339 km WLTP è onesta senza essere eccezionale — e nel mondo reale, in autostrada d'inverno, bisogna probabilmente aspettarsi più vicino ai 220-250 km.
Verdetto
Volvo ha avuto una settimana da manuale del 'come non comunicare'. Da un lato, un richiamo massiccio che solleva interrogativi seri sul controllo qualità dei fornitori — e una soluzione che consiste nel far sostituire i pezzi difettosi dallo stesso fornitore che li ha prodotti male. Dall'altro, una nuova versione d'ingresso che abbassa il prezzo ma non risolve l'equazione autonomia/prezzo nel segmento delle elettriche compatte, dove la concorrenza non sta a guardare.
La EX30 resta una buona city car elettrica. Ma con 40.323 esemplari da riparare e una nuova versione che è semplicemente la stessa macchina con meno potenza, l'entusiasmo iniziale lascia spazio a un po' di realismo.
Scritto da
Jules DuboisSpecialista électrique, hybride, batterie, recharge, autonomie, technologies, electrique, nouveaute
Journaliste automobile passionné par la mobilité électrique et les nouvelles technologies. Après 10 ans dans la presse spécialisée, Jules décrypte ...
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