Alpine A390 GT, WEC, Viry: la crisi più grave del marchio

805 parole5 min di letturaDi Jules Dubois
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Alpine attraversa una crisi di fondo. Il 12 febbraio 2026, il gruppo Renault ha ufficializzato il ritiro di Alpine dal WEC a fine stagione, la fine di Dacia al Dakar dal 2027 e l'abbandono del progetto Hypertech sul sito di Viry-Châtillon — il tutto nonostante promesse formali fatte pochi mesi prima. In parallelo, l'A390 GT elettrica arriva con 400 CV, 89 kWh di batteria e un'autonomia dichiarata di 557 km WLTP, mentre Renault valuta di delocalizzare parte della sua produzione elettrica in Spagna.

"Ci hanno preso in giro, si impegnano su qualcosa e poi si ritirano" — Jean-Marie Vilain, sindaco di Viry-Châtillon, dopo l'annuncio del 12 febbraio 2026

alpine 2026

Viry-Châtillon: le promesse, poi il silenzio

Breve passo indietro. Quando Renault annunciò la fine del suo motore F1 a fine 2024, l'ex CEO Luca de Meo aveva promesso di trasformare il sito di Viry-Châtillon in un "Hypertech Alpine" — un centro di eccellenza dedicato ai progetti sportivi e tecnologici del marchio, inclusa una supercar stradale, un motore a idrogeno e il supporto ai programmi WEC e Dakar. I 500 dipendenti del sito, che fino ad allora assemblano i motori di F1, avevano una prospettiva concreta davanti a loro.

Luca de Meo ha lasciato Renault. Il suo successore François Provost ha un approccio diverso, e si vede. La divisione Mobilize? Quasi sciolta. Il Duo elettrico? Soppresso. Ampère, la struttura che doveva attrarre investitori sull'elettrico? Reintegrata in Renault.

Il destino di Viry segue la stessa logica. Secondo Caradisiac, il comunicato del 12 febbraio conferma che il sito — ribattezzato "Alpine Tech" — non proseguirà nessuno dei programmi annunciati sotto de Meo. Niente più supercar, niente idrogeno, niente rally raid. Cosa farà realmente al suo posto resta vago, il gruppo parla di "missioni da definire".

💡 Lo sapevi?
La fabbrica di Viry-Châtillon è stata fondata dal pilota e costruttore Amédée Gordini. Alain Prost ha posato la prima pietra del nuovo stabilimento su questo sito storico dell'Essonne.

WEC e Dakar: ritiro su tutta la linea

Alpine disputava la sua terza stagione in WEC con l'A424 nella categoria Hypercar — una campagna che doveva essere quella della conferma dopo una vittoria alle 6 Ore di Fuji nel 2025. Gli equipaggi 2026 erano stati annunciati in grande pompa: la vettura n°35 con Habsburg, Milesi e la nuova recluta António Félix da Costa (due volte campione del mondo di Formula E), la n°36 con un trio 100% francese Gounon-Makowiecki-Martins. La stagione si farà, ma sarà l'ultima.

Philippe Krief, direttore del marchio Alpine, spiega nel comunicato ufficiale: "Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili per proteggere le ambizioni a lungo termine di Alpine [...] concentrarci sulla Formula 1 ci offre una piattaforma unica." La F1, con motori Mercedes clienti — una prima assoluta per un marchio del gruppo Renault.

Dacia, dal canto suo, non rimetterà in gioco il suo titolo Dakar nel 2027. Il marchio rumeno potrà finire la stagione W2RC 2026 con le sue Sandriders preparate da Prodrive, ma lo stop è deciso. Nasser Al-Attiyah, Sébastien Loeb, Lucas Moraes e Cristina Gutierrez disputeranno le quattro gare rimanenti, poi cercheranno un'altra porta.

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"Made in Europe": la nuova dottrina di Renault

Il 20 febbraio, un'altra notizia ha agitato le fila: secondo Passionandcar, François Provost sta seriamente valutando di produrre i prossimi modelli elettrici compatti Renault fuori dalla Francia. La pista più concreta punta verso lo stabilimento di Palencia in Spagna.

Questo contrasta con la politica degli anni de Meo, che aveva fatto del "tutto in Francia" un argomento di marketing e una leva per garantire l'occupazione domestica. Lo stabilimento di Douai, cuore storico della produzione elettrica di Renault, inizierebbe a saturarsi a fronte dell'accumulo di programmi. Sul fondo, l'argomento della competitività è logico — l'elettrico resta una battaglia di costi — ma il tempismo, poche settimane dopo l'annuncio di Viry, rafforza l'impressione di una svolta industriale decisa e rapida.

💡 Cifra chiave
Il sito di Viry-Châtillon impiega circa 500 dipendenti che hanno lavorato tutti sui motori Renault F1 fino alla fine della stagione 2025.

L'A390 GT: cosa dicono davvero i numeri

Di fronte a tutto questo, Alpine ha comunque un prodotto concreto da difendere: l'A390 GT, il suo primo SUV elettrico. La piattaforma CMF-EV proviene da Nissan Ariya e Renault Scenic E-Tech, ma Alpine ha riconfigurato seriamente il posteriore per ospitare due motori sincroni a magneti permanenti (uno per ruota) con torque vectoring attivo in permanenza. All'anteriore, un terzo motore a rotore avvolto. Totale: 295 kW (400 CV) e 661 Nm.

Sulla carta, 557 km di autonomia WLTP con 89 kWh di batteria. Sulla strada, è un altro discorso. Secondo le misurazioni di Automobile

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Jules Dubois

Specialista électrique, hybride, batterie, recharge, autonomie, technologies, electrique, nouveaute

Journaliste automobile passionné par la mobilité électrique et les nouvelles technologies. Après 10 ans dans la presse spécialisée, Jules décrypte ...

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